1-2-3 ottobre 2021

 

Se qualcuno dovesse chiederci cos’è e come funziona Special Stages, non ci sarebbe occasione migliore di un evento come questo per spiegarglielo. Ovviamente non possiamo spiegarlo a parole, perchè qui possiamo raccontare quello che abbiamo fatto, ma la vera essenza di un evento come questo la si può cogliere solo partecipandovi.
3 giorni, quasi 700 chilometri, 3 regioni, più di 15 passi alpini, le montagne più belle del mondo, alcune delle strade più belle del mondo, tutto ciò è difficile da spiegare a parole, ma ci proviamo.

Il Road To Dolomites è nato negli anni scorsi per pianificare il viaggio di andata e di ritorno a quello che è l’evento dinamico per auto sportive più grande d’Europa, il Dolomites Street. Un’andata e un ritorno che non fossero organizzati lungo delle banali statali o, peggio, delle autostrade.
Anche quest’anno, però, il Dolomites Street ufficiale non è stato organizzato per via della situazione pandemica, ma per noi rimane una tradizione venire in questi posti nel primo weekend di ottobre, e quindi abbiamo organizzato anche la giornata di sabato.

IL TOUR

Come detto è stato un evento di 3 tre spettacolari giorni. Il venerdì siamo partiti per il trasferimento da Brescia fino alle Dolomiti, il sabato lo abbiamo dedicato per un itinerario tutto tra le Dolomiti, come succedeva tradizionalmente al Dolomites Street, e la domenica siamo nuovamente tornati fino a Brescia.

Dopo la pioggia dello scorso anno, che non ci ha mollati per 3 giorni, si prospettano 3 giorni di sole. Quindi abbiamo deciso di rifare esattamente lo stesso itinerario per potercelo finalmente godere con il sole.

VENERDI’

Come sempre quando ci troviamo nei pressi di Brescia il ritrovo è a Nave, un paesino poco fuori il capoluogo. Dopo la colazione, consegna gadget e consegna roadbook (sono tornati!) è ora di partire!
Fuori da Nave si inizia subito a salire verso le Coste di Sant’Eusebio sulla SP237, strada bellissima ma ATTENZIONE, ormai da un po’ ci sono 2 postazioni Autovelox fisse, una dopo i famosi tornanti, e una più avanti nel tratto “misto”.

Tolti questi 2 rallentamenti riusciamo a goderci questo primo tratto, fino a Barghe. Da qui purtroppo essendo venerdì ci troviamo in un lungo e noioso trasferimento in mezzo al traffico sulla SS237. Dopo aver costeggiato il Lago di Idro abbandoniamo la statale a Storo per imboccare la SS240 della Valle di Ledro.
Qualcuno è riuscito a uscire dal traffico e a godersi la salita al meglio, qualcuno purtroppo è rimasto imbottigliato dietro ad alcuni camion.

Questo tratto di strada è davvero uno spettacolo. Asfalto perfetto, una sede abbastanza larga da poter guidare in piena sicurezza, e se non si trova traffico si può davvero spingere parecchio.

Costeggiamo quindi il Lago di Ledro e proseguiamo trovando nuovamente un po’ di traffico. Dopo la lunga galleria che scende verso Riva del Garda tagliamo per la SP37 che ci porta poi sulla SS421.
Qui strada libera! Pochissime auto e la strada spettacolare con un guidato veloce ci porta fino a Ponte Arche e poi fino a Molveno, dove ci fermiamo per la pausa pranzo davanti ad uno stupendo lago e pochissimo turismo.

Dopo il pranzo si riparte, sempre lungo la SS421 verso nord fino ad immetterci nella SS43, dove il traffico ci obbliga ad abbassare il ritmo per il tratto di trasferimento fino a Dermuno e poi a Cavareno.

Qui prendiamo la SS42 che ci porta a salire verso il Passo Mendola. Di nuovo troviamo poco traffico su questa strada veramente ben asfaltata e con la carreggiata abbastanza ampia. I numerosi tornanti in discesa alternati a tratti veloci ci portano poi fino a valle e quindi a Bolzano.

Attraversiamo la città dove non troviamo particolare traffico, e dopo la sosta per il rifornimento si torna a salire. Imbocchiamo la SP Tires, un tratto di strada che lo scorso anno avevamo erroneamente omesso passando su una stretta stradina di fondovalle.

Questa strada è spettacolare, veloce e ben asfaltata, una piacevole sorpresa. Nel primo tratto lunghi rettilinei intervallati da alcuni tornanti e poi un pezzo guidato veloce con un bellissimo panorama sulle montagne circostanti. Saliamo verso il Passo Nigra per scendere quindi a Carezza. Il traffico ormai è inesistente e continuiamo attraverso il Passo Costalunga e quindi fino a Canazei.

Rimane l’ultimo passo, il Fedaia. Il sole sta tramontando, il freddo inizia a farsi sentire, ma per qualcuno una sosta sulla diga è da fare.

Il percorso del venerdì termina quindi arrivando all’Hotel Venezia di Rocca Pietore, ormai meta fissa per noi di Special Stages dove Monica e Francesco ci hanno praticamente riservato l’intero albergo. Se capitate in queste zone vi consiglio vivamente questo albergo che è stato recentemente ristrutturato!

Dopo il check-in di tutti i partecipanti, tra cui qualcuno che per impegni ci ha raggiunti direttamente all’abergo, ci spostiamo per mangiare una pizza a Caprile alla pizzeria San Marco e poi finalmente il meritato riposo per prepararci alla giornata di sabato.

SABATO

Anche oggi è una bellissima giornata e poco dopo le 9.00 siamo tutti pronti per uscire dall’albergo e raggiungere Malga Ciapela, storico punto di partenza del Dolomites Street.

Non siamo solo noi a raggiungere questo luogo ma anche tanti altri fedelissimi di questo evento che hanno deciso di giungere qui oggi nonostante l’assenza dell’evento ufficiale. Sono presenti anche alcuni degli organizzatori, tra cui Andrea, presidente del Dolomites Street, che dedica alcune parole a tutti i presenti prima di partire.
Essendo probabilmente il gruppo più numeroso oggi presente, altri partecipanti decidono di percorrere l’itinerario che abbiamo pianificato per i membri di Special Stages e lo stesso Andrea appoggia la decisione.

Intorno alle 10.30 si accendono i motori e siamo pronti a partire!
Davide e Chris ci hanno preceduti per andarsi a posizionare lungo il percorso per scattare qualche foto in questa giornata spettacolare!
Lasciata Malga Ciapela inizia subito la salita per il primo degli 8 passi dolomitici che incontreremo lungo l’itinerario di questa giornata.

In giro non c’è quasi nessuno oltre a noi il che rende tutto molto molto divertente! Oltrepassato il Passo Fedaia scendiamo fino a Canazei per imboccare quindi la SS48 e poi deviare sulla SS242 per salire al Passo Sella.
La strada è molto varia, con alcuni allunghi veloci in salita e innumerevoli curve. La sede non è larghissima ma permette comunque di salire disinvolti, ovviamente facendo attenzione.

In cima al passo un po’ di traffico dovuto sia a qualche turista, sia ad alcuni membri del gruppo stesso che si fermano per qualche foto in questo luogo che offre un panorama davvero spettacolare.

Si scende quindi per qualche chilometro fino allo svincolo per risalire verso il Passo Gardena. Questo è uno dei tratti più caratteristici dell’itinerario da un punto di vista panoramico, anche se forse le nostre attenzioni non sono propriamente rivolte a questo aspetto.
Arrivati al Passo Gardena troviamo un po’ di traffico che aumenta parecchio scendendo verso i primi tornanti. Purtroppo un cantiere con semaforo per il traffico alternato su questo versante crea parecchia coda, però una volta passati i lavori torniamo ad avere strada libera e scendiamo agevolmente verso Corvara in Badia.
Un breve tratto di trasferimento lungo la SS244 fino a La Villa, dove imbocchiamo la SP37 verso il Passo di Valparola.

Passati alcuni centri abitati nel primo tratto la strada sale verso il passo ancora una volta praticamente senza traffico, con un fondo stradale praticamente perfetto, sicuramente asfaltato da poco.
Arriviamo al Rifugio Valparola dove ci fermiamo per la pausa pranzo. Il nostro gruppo numeroso riempie il parcheggio del rifugio e un bel tratto di strada.

Dopo il pranzo, avvenuto in uno dei luoghi più spettacolari dal punto di vista panoramico per la vista che offre il rifugio, ci rimettiamo in marcia.

Raggiungiamo il vicino Passo Falzarego per poi immetterci sulla SR48 in direzione Cortina.
Ancora una volta non c’è nessuno sulla strada e il ritmo si alza subito in questo tratto che alterna tornanti ad allunghi in discesa che… è meglio alzare un pochino il piede.
A Pocol svoltiamo per la SP638 per affrontare la salita ad uno dei luoghi più belli, più famosi delle Dolomiti, quello con la strada probabilmente più bella… Il Passo Giau!

Ancora una volta strada praticamente libera fino al passo, un tratto tortuosissimo che si divincola nel bosco con qualche breve allungo.
Solo nell’ultimo tratto la vista si apre su uno dei panorami più belli che le dolomiti possono offrire.
Qui la sosta è d’obbligo per fare qualche foto.

La discesa dal Passo Giau verso sud inizia tra immense distese di prati verdi, un panorama bellissimo e la strada perfetta…e veloce…e frenetica!
Qui vai forte solo se hai freni buoni, altrimenti devi alzare bandiera bianca.
29 tornanti, spesso intervallati da rettilinei davvero veloci, altri invece in rapida successione. Il ritmo è frenetico in modo incredibile, soprattutto scendendo sempre più a valle, a Selva di Cadore.

Per fortuna ora troviamo un attimo di tranquillità, ma neanche troppa, quando percorriamo la SP251 in direzione di Arabba.
E’ di nuovo ora di salire, adesso verso il Passo Pordoi. Ancora una volta strada senza traffico che con i suoi numerosi tornanti sale in quota. Qualcuno fa sosta, altri invece diretti verso il proseguo del percorso.

La discesa è un po’ sconnessa in alcuni punti della prima parte, ma poi migliora e ci ritroviamo nuovamente a Canazei.

Abbiamo percorso 8 passi, e ora dobbiamo ripercorrere, in senso inverso, il Passo Fedaia, dove però decidiamo di fare una sosta sulla diga del Lago Fedaia, proprio in prossimità del passo, con il sole che inizia a tramontare dietro a qualche nuvola passeggera.

Termina quindi il Tour di questa giornata scendendo nuovamente a Rocca Pietore per raggiungere l’albergo per un po’ di meritato riposo, prima di raggiungere, ormai come tradizione, La Murada, locale interamente prenotato per gli ospiti di Special Stages, per la cena tipica.

DOMENICA

Ci svegliamo con un meteo che non è proprio dei migliori… nonostante inizialmente le previsioni fossero per un sole pieno per tutto il weekend, negli ultimi 2 giorni sono mutate proprio per quanto riguarda la giornata di domenica.
Per ora non piove, a parte qualche saltuaria goccia, e siamo pronti a partire. Qualcuno del gruppo ci lascia, prendendo strade più comode per il rientro alla propria casa, oppure perchè, arrivando da molto lontano, decidono di visitare il lago di Braies già che si trovano in zona, meta tra l’altro consigliatissima in bassa stagione.

Per noi invece il percorso prevede di scendere lungo la SR203, poi sulla SP346 fino a Falcade e quindi prendere la SP81 fino al passo Valles.
In questo tratto troviamo un po’ di pioggia, che però poi, per fortuna svanisce oltre il valico. La strada è un po’ strettina e corre nel fondovalle vicina al torrente in un fitto bosco, molto caratteristico, ma ovviamente non si può procedere a ritmo troppo elevato fino alla SS50 che ci porta a Predazzo.

Inizia quindi un tratto di trasferimento lungo la SP232 fino a Molina, dove ci immettiamo sulla SS312. Il traffico svanisce e inizia la incredibile Val di Cembra. Una strada stupenda, da cardiopalma per il ritmo che si può tenere, sia per l’assenza quasi totale di altri veicoli, sia per l’assenza quasi totale di centri abitati ma soprattutto per la strada perfetta, ampia e veloce!
Purtroppo però anche se non piove la troviamo bagnata, e ciò ci limita un po’ nel tenere il ritmo che questa strada meriterebbe.

Questo tratto termina a Lavis dove ci immettiamo in un traffico cittadino che era ormai 2 giorni che non vedevamo. Questo tratto di traffico è necessario per passare Trento e immetterci sulla SP85 e salire verso Sardagna, dove ci fermiamo al Bistrot Trento Alta per la pausa pranzo.

Il programma per il pomeriggio prevederebbe di continuare la salita verso il Monte Bondone, ma purtroppo proprio da Sardagna a Candriai (il comune successivo) vi è un evento di drifting per cui hanno chiuso la strada.
Poco male. Scendiamo a valle e raggiungiamo Candriai passando da Cadine, così da fare comunque la salita al Bondone.

Come lo scorso anno qui c’è il deserto. Non incontriamo nessuna auto per tutto il tratto di salita (e paiono deserti anche i piccoli centri abitati lungo il percorso). La strada è una successione continua di tornanti, l’asfalto è asciutto e saliamo tenendo un ritmo decisamente alto. Arrivati in cima comincia la veloce discesa su un tratto caratterizzato da lunghi rettilinei e curve veloci e…nebbia.. Tocca rallentare un po’, le nuvole basse tolgono parecchia visibilità quando inizia la vera discesa, almeno nella prima parte.

Giunti a valle inizia nuovamente un tratto di trasferimento fino a Riva del Garda e poi ancora su tutto il lungolago che come sempre si dimostra trafficatissimo.
All’altezza di Gargnano però lasciamo la SS45bis per imboccare la SP9 della Valverstino. Di nuovo il traffico si azzera e ci diamo veramente dentro fino ad arrivare al Lago di Idro dove termina ufficialmente questo Road To Dolomites 2021, con un aperitivo per gli ultimi sopravvissuti al Bar Pizzeria Cinzia, tappa fissa quando passiamo da queste parti.

Un ultimo tratto di divertimento ce lo concediamo decidendo di percorrere nuovamente le Coste di Sant’Eusebio, al contrario rispetto al venerdì, per evitare il traffico che da Idro arriva fino a Brescia, ma questa è un’altra storia…

Ringraziamo vivamente coloro che hanno passato con noi questi tre giorni di puro divertimento facendo diventare questo evento un successo a dimostrazione che la voglia di tornare a fare eventi c’è.
Speriamo che il 2022 riservi per noi un pienone di eventi di successo com’è stato nell’ormai lontano 2019.

#DriveClimbFun
#SpecialStages