17 marzo 2019

Quest’anno, mancato l’evento di febbraio in cui viene presentato il calendario della stagione, la voglia di dare il via ai Tour di Special Stages è tanta.
Sicuramente prova di ciò è il grande numero di partecipanti che si sono iscritti per questo primo evento del 2019.

Iniziamo al meglio con quella che probabilmente è una delle strade più belle d’Italia, ma non solo. In questa occasione, infatti, oltre al classico Tour, i partecipanti inizieranno la giornata con la visita alla Dallara Academy, la struttura aperta a ottobre 2018 dove la famosa casa produttrice di telai da competizione mette in mostra le auto che hanno segnato la sua storia.

Il Tour

Varano de’ Melegari, meteo variabile, ma per fortuna nessun rovescio, viste le previsioni altalenanti dei giorni precedenti. Il ritrovo per i partecipanti di questo primo Tour è proprio presso la sede della Dallara.

Proprio accanto ad essa, infatti, l’Ingegner Gian Paolo Dallara ha costruito la nuovissima e stupenda struttura che ospita l’Academy, destinata ad accogliere le auto che hanno fatto la storia della piccola casa di Varano, ma anche provvista di aule e laboratori destinati ai ragazzi in corso di studio.

La Dallara Academy è stata voluta espressamente dall’Ingegnere che ne ha finanziato la costruzione con i propri risparmi personali, questo per il forte legame che ha sempre avuto con il territorio in cui ha vissuto a cui ha voluto donare questa struttura.

Dopo la colazione, che si è svolta all’interno della struttura, tutti i partecipanti hanno avuto l’occasione di visitare l’Academy accompagnati dalle guide, e in particolare vedere da vicino le auto che hanno fatto la storia di questa piccola casa di Varano, esposte lungo la rampa.

Terminata la visita è giunto il momento di partire per il Tour di 120 chilometri circa di questo primo evento, e subito all’inizio percorreremo quella che fino ad ora è stata la strada più bella che abbiamo mai percorso in Italia.

Da Varano de’ Melegari percorriamo pochi chilometri fino a Fornovo di Taro per imboccare quindi la SS62, la strada che ci porterà alla prima sosta, direttamente sul Passo della Cisa.

Da Fornovo al passo sono esattamente 36 chilometri e mezzo di strada totalmente perfetta. Non c’è un buco, non una toppa, non un taglio, non un salto. Visibilità stupenda, carreggiata ampia… Insomma, una pista tra le montagne!

Lungo il percorso si attraversano solo un paio di frazioni e qualche casa sparsa, per il resto è una strada da divertimento puro. Anzi, le condizioni così perfette del fondo stradale unito ad alcuni allunghi che si incontrano lungo il percorso permetterebbero di andare così veloce che forse… è meglio alzare un po’ il piede.

Gli ultimi chilometri prima del passo però iniziamo a trovare l’asfalto sempre più umido e infatti il cielo è diventato coperto con nuvoloni scuri e vento forte.
Fermiamo le 60 auto sul passo occupando praticamente tutto il parcheggio a bordo strada e qui facciamo una sosta per uno spuntino al Bar Cisa, mentre il meteo minaccioso fortunatamente tiene e non fa cadere nemmeno una goccia.

La quasi totale assenza di traffico sulla strada e le condizioni ottime di questa parte di percorso ci hanno fatti arrivare tutti alla sosta in anticipo…e così anche un po’ in anticipo riprendiamo la marcia per proseguire sul nostro itinerario.

La discesa verso Pontremoli, sul versante toscano del Passo della Cisa, presenta un asfalto in condizioni peggiori, in particolar modo nel primissimo tratto. Scendendo le condizioni migliorano, e anche l’asfalto torna ad essere asciutto, permettendo di alzare il ritmo.

Poco prima di Pontremoli troviamo lo svincolo per la SP39, la strada che ci conduce al secondo passo e seconda sosta della giornata, il Passo del Brattello.


Carreggiata leggermente più stretta, in alcuni tratti un po’ sporca e irregolare, ma molto molto guidata. Il ritmo decisamente più basso rispetto alla Cisa ma molto divertente dal punto di vista della guida. Anche qui pochissimo traffico e raggiunto il passo ci fermiamo tutti per una sosta, invadendo praticamente ogni spazio per fermare le auto.

Purtroppo qui finisce la parte divertente di questo Tour. Scendendo infatti verso Borgo Val di Taro, la strada è decisamente in condizioni peggiori, con buche e avvallamenti che costringono a mantenere un ritmo tranquillo.
Poche buche ma tanti avvallamenti, che si possono definire anche veri e propri salti, li troviamo sull’ultimo tratto del percorso, ossia la SP21 che transita sul Passo Santa Donna.

Qui era in previsione effettuare una sosta, ma lo spazio limitato non permette di far sostare tutte le auto dei partecipanti, quindi esclusa qualche sporadica sosta di alcuni partecipanti ci spostiamo subito verso la destinazione finale: Bardi.

In teoria la piazza sarebbe interamente riservata all’arrivo dei partecipanti, ma scopriamo con piacere che i numerosi cartelli di divieto di sosta non sono stati rispettati, per cui ci troviamo a dover posteggiare le auto in modo un po’ casuale.

Concludiamo qui il primo evento di questo 2019, con un grande numero di partecipanti e auto, come sempre di ogni tipo. Tanti nuovi amici conosciuti e tanti reincontrati.
La visita alla Dallara ci ha portati a svolgere una giornata un po’ diversa dal solito, ma per il prossimo evento, il Tour delle Valli Lombarde, torniamo a macinare tanti chilometri e poche distrazioni!

Come sempre qui trovate le foto più belle della giornata. Tanti altri scatti verranno caricati prossimamente sui profili dei nostri fotografi:
Davide “Go” Miorin Photography
Altea Pizzocolo Photographer
Martina Bernasconi

#DriveClimbFun
#SpecialStages